HUMAN SATISFACTION NEWS N.19

QUESTO NUMERO E' DEDICATO AL LIBRO - RINASCIMENTO OGGI -

E' stato presentato nella sala convegni EGEA, libreria dell' Università Bocconi, il 25.3.2019 alla presenza di un numeroso pubblico  in prevalenza di imprenditori, manager, docenti, studenti, giornalisti.

 

Il PAMPHLET più avanti riportato, curato dal noto giornalista Gianfranco Fabi, che ha moderato la presentazione, contiene domande e risposte dei relatori, la la loro biografia, e una preziosa sitografia di LEONARDO, MICHELANGELO, RAFFAELLO e BRUNELLESCHI

 

 Il libro è nato con l'intenzione di analizzare le "radici" storiche, artistiche ed economiche della visione e metodo human satisfaction, che dalla sua creazione nel 2005 ha progressivamente generato interesse, condivisione e applicazioni pratiche da parte anche di note imprese, per i misurabili valori in crescita delle relazioni umane interne ed esterne, di fiducia e di fedeltà per l'impresa e i suoi brand.  La human satisfaction ha generato il concetto e la pratica -edificio di marketing-  che prevede secondo il metodo olistico alle fondamenta l'analisi delle necessità, la strategia e i concept, al primo piano comunicazione interna e formazione, al secondo piano comunicazione esterna e al terzo piano la comunità di brandis Questa si identifica nella parte alta della piramide di mercato, da cui dipende il massimo sviluppo.  La human satisfaction prevede come prima e indispensabile fase un profondo "ascolto" delle necessità emotive-razionali-etiche che sono nella psiche delle persone e che, se ben soddisfatte, generano sviluppo e profitto.

L' "ascolto" delle componenti emotive-razionali-etiche era ben presente nell'opera dei Grandi del Rinascimento, come è possibile vedere nella loro silografia.

 

 

 

IL LIBRO - RINASCIMENTO OGGI - CAPITOLI E AUTORI

 Rinascimento Oggi contiene i seguenti capitoli realizzati dagli autori indicati:

 

INTRODUZIONE

Marzio Bonferroni, curatore e ideatore del libro

 

1. IL RINASCIMENTO

Alberto Torresani, storico

2. HOMO OECONOMICUS, HOMO FABER

Marco Vitale, economista d'impresa

3. BRUNELLESCHI PRIMA DI TUTTI

Andrea Sparvoli, progettista editoriale e di marketing

4. LEONARDO, IL GENIO CHE CONIUGO' SCIENZA E ARTE

Valentina M. Sessa, esperta d'arte

5. RAFFAELLO, SOAVE PERFEZIONE

Valentina M. Sessa, esperta d'arte

6. MICHELANGELO, LA POTENZA DELLO SPIRITO

Valentina M. Sessa, esperta d'arte

7. LA HUMAN SATISFACTION PER IL NUOVO RINASCIMENTO

Marzio Bonferroni, ideatore della human satisfaction

8. FORMARE LA PERSONA PER UN NUOVO RINASCIMENTO

Giacomo Manara, docente in change management e formazione

9. TORNARE A ESSERE RINASCIMENTALI

Raffaella Pederneschi, consulente di metodi per la creatività e l'innovazione

 

 

 

 

 

 p.336 - €38,00 

www.egeaonline.it 

Saggi di: Marzio Bonferroni, Giacomo Manara, Raffaella Pederneschi, Valentina Sessa, Andrea Sparvoli, Alberto Torresani, Marco Vitale 

Marzio Bonferroni (a cura di) 

RINASCIMENTO OGGI La rivoluzione del marketing umanistico: creatività e idee per la Human Satisfaction 

Il Rinascimento fa parte del nostro immaginario collettivo, della nostra storia, di cui siamo intimamente orgogliosi. È un fenomeno sociale e creativo che ha segnato per sempre la cultura dell’Occidente. 

Le similitudini di fondo con le condizioni attuali del nostro tempo 

sono lampanti. Un insieme di fattori negativi interni e internazionali 

ha innescato negli ultimi tempi una crisi economica e di valori, che 

ci ha portato a dubitare delle nostre potenzialità. Quale migliore occasione che ispirarci al Rinascimento con particolare riferimento 

a Brunelleschi, Michelangelo, Raffaello e Leonardo? 

È tempo di «risorgere», di rimboccarsi le maniche, di ritrovare fiducia in quell’antico spirito creativo che ci ha resi famosi nel mondo. Comprendere le caratteristiche e la forza dirompente del Rinascimento può essere utile a capire il presente, a riallacciare 

una visione globale dell’uomo, superando l’umanamente restrittivo 

modello «consumatore» per promuovere nelle imprese e nelle professioni una visione e un metodo innovativi, orientati ai valori d’impresa e alla Human Satisfaction integrale. 

Il volume raccoglie i contributi di studiosi e professionisti che illustrano l’eredità rinascimentale e la sua concreta utilità, rispondendo alle domande: quali insegnamenti possiamo ricavarne? Quali prospettive 

per il futuro delle imprese e delle professioni? 

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Sono previste condizioni di favore per tutti coloro, persone/imprese/enti, che fossero interessati a sostenere e diffondere la visione umanistica rinascimentale e la centralità dell’essere umano integrale, per la soddisfazione delle sue necessità emotive-razionali-etiche. 

 

Sul prezzo di copertina di € 38,00 è previsto il seguente sconto, variabile sulla base del numero di copie ordinate: Fino a 20 copie 

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 Condizioni generali: porto e imballo a carico di Egea; Iva assolta dall’Editore. 

 

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INTRODUZIONE

 

Gianfranco Fabi

 

Un viaggio nel passato per capire il presente e prepararsi al futuro. Con questo intendimento il libro “Rinascimento oggi” ideato e curato da Marzio Bonferroni ha dato lo spunto per una serie di riflessioni da parte dei singoli autori nel corso di una presentazione altrettanto vivace quanto partecipata.

Nella sala della libreria Egea, all’Università Bocconi, per una serata si è infatti respirata un’aria una volta tanto costruita sulla fiducia, sulla partecipazione, sulla comune volontà di mettere in luce quanto di positivo la storia e la realtà di offrono.

Alcuni valori di fondo, in primo luogo la bellezza, costituiscono infatti un vantaggio competitivo che non va sottovalutato. Una bellezza non solo formale, ma che è diventata e può diventare un parametro d’azione, una linea guida per esplorare il difficile e complesso mondo dell’economia.

Come espresso con efficacia nel sommario del volume (“La rivoluzione del marketing umanistico: creatività ed idee per la Human satisfaction”) l’Italia dei principi e delle arti, del buongoverno e del mecenatismo, dei grandi affreschi e delle cattedrali, ha molto da insegnare anche perché in quei secoli non solo Leonardo dipingeva l’Ultima Cena e Brunelleschi progettava la cupola del Duomo di Firenze, ma nascevano i primi Monti di Pietà che hanno dato vita al sistema bancario e

si creavano le Misericordie che costituivano un sistema di welfare ben prima di Bismarck e Lord Beveridge.

Alla magnificenza delle grandi opere realizzate per la volontà di prestigio dei ricchi e dei potenti dell’epoca si affianca così una società in cui la dimensione dell’umano prende pur lentamente il sopravvento sulla dinamica della sudditanza e della schiavitù.

E’ allora una grande opportunità riscoprire quegli anni, riportare d’attualità le grandi personalità di quell’epoca, ritrovare la grande bellezza di un’Italia che ha saputo esprimere capolavori ammirati (e anche copiati) nell’ampio spettro delle arti. Dalla pittura all’architettura i segni di un grande passato possono e devono tornare ad essere non solo una importante attrazione turistica e culturale, ma anche un segno di una civiltà che può ancora offrire esempi costruttivi per camminare nel futuro.

 

DOMANDE / RISPOSTE DEI RELATORI

 

Marzio Bonferroni

Come nasce l’idea di Rinascimento Oggi ?

 

In una gita in montagna sopra al lago di Como, nella bellezza della natura, pensando a come siano lontani dalla sua armonia e pienezza di vita, molti comportamenti umani esclusivamente orientati al risultato finanziario.

Mi venne in mente come “sintesi” del comportamento economico egoistico, il termine “consumatore” che é purtroppo entrato nell’immaginario collettivo, pur significando la parola “consumo”, come indicato nello Zingarelli, nel Ghiotti e nei Dizionari più importanti, nel suo significato di ….distruzione,  logorio, sciupìo, ridurre a niente, esaurire.

Considerare un essere umano come “consumatore” anche osservando i messaggi delle marche, molto spesso unidirezionali, emotivi, e scarsamente informativi e senza caratteri di dialogo, rivela nella sua essenza la volontà di ottenere il massimo dell’acquisto e dell’utilizzo di un bene economico, e non di creare una soddisfazione delle necessità conseguenza di un loro attento “ascolto”.

Nel 2005 con un libro dal titolo – human satisfaction – in cui per la prima volta con la partecipazione di noti psicologi, ricercatori, sociologi, formatori, e di alcuni imprenditori e manager, viene indicata la visione e il metodo chiamato – human satisfaction – per tendere ad evolvere la customer satisfaction e lo stesso modello “consumatore” verso una considerazione umanistica orientata all’essere umano integrale, sia esso collaboratore o cliente finale, basata sull’ “ascolto” profondo e fondamentale delle sue necessità presenti nella psiche nelle tre aree emotiva, razionale ed etica, nelle quali è misurabile il loro grado di potenziale ed effettiva soddisfazione, valutando la distanza che può esistere tra l’ottimale soddisfazione e la sua effettiva risoluzione.

I tempi, salvo rare eccezioni, non erano ancora maturi per questa visione basata come iniziammo a dire, su di un nuovo auspicabile umanesimo, ma nel tempo, crisi dopo crisi, si è reso evidente sempre più che il considerare il consumatore e il collaboratore come esseri umani da soddisfare integralmente, sia la strada più utile e più necessaria per tutti, che possiamo oggi considerare definitivamente come nuovo umanesimo per lo sviluppo delle imprese, delle professioni e della società. Rinascimento Oggi, grazie all’editore EGEA,  vuole offrire spunti, idee e suggerimenti utili, ascoltando attraverso i vari contributi la “voce” di Brunelleschi, Michelangelo, Leonardo e Raffaello, e quanto espongono nei loro capitoli lo storico Alberto Torresani, l’economista Marco Vitale, il consulente Andrea Sparvoli, l’esperta d’arte Valentina Sessa, il docente e formatore Giacomo Manara, l’esperta di creatività Raffaella Pederneschi.    

……Buona lettura.

 

Alberto Torresani

 Che cosa intendeva dire Armando Sapori, storico dell’economia e rettore dell’Università Bocconi, quando affermava di essere un uomo del XIII secolo?

 

Il secolo chiave della cultura italiana è il XIII, ossia il secolo che inizia con Francesco d’Assisi, prosegue con Tommaso d’Aquino, culmina con Dante e termina con Giotto. Il secolo XIV, ovvero il Trecento, è un secolo di disastri: la guerra dei Cent’anni tra Francia e Gran Bretagna, il disordine climatico, la peste nera di metà secolo che portò via il 40% della popolazione europea. Verso la fine del secolo, i Visconti acquistarono il titolo di Duchi di Milano e iniziarono la costruzione del Duomo nel 1387. La cultura italiana divenne esemplare per l’Europa con Petrarca e Boccaccio. Il XV secolo coronò le premesse dei secoli precedenti ed è l’età del Rinascimento.

La storia contemporanea la scrivono i giornalisti. In Italia tra i più benemeriti c’è Indro Montanelli. Tuttavia, i giornalisti assumono idee-guida alla lettera, come se fossero blocchi tematici da non discutere. Montanelli per tutta la vita ha citato il saggio di Max Weber, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, convinto che la supposta decadenza italiana dei secoli XVII e XVIII si dovesse ascrivere al fatto di non aver avuto in casa nostra il protestantesimo e perciò i benefici del capitalismo.

In merito alla domanda Armando Sapori, che come ricordato è stato un grande storico dell’economia e rettore della Bocconi, quando diceva di essere un uomo del XIII secolo intendeva ribadire che la struttura capitalistica della società era pressoché perfetta in quel secolo a Venezia e Genova, a Firenze, Lucca e Siena, a Milano dove si viveva secondo le norme del più raffinato capitalismo. In quel secolo furono coniate le monete d’oro come il ducato e lo zecchino divenute le monete di riferimento per tutta l’Europa. I monaci Cistercensi avevano bonificato le pianure italiane ed europee aumentando la produzione agraria e perciò l’accumulo primario, ma non col criterio di produrre di tutto un poco mirando all’autoconsumo, bensì di secondare la vocazione agraria di ogni terreno avendo di mira la produzione in massa di un certo prodotto da distribuire mediante fiere e mercati là dove quel prodotto risultasse maggiormente apprezzato. Il mezzo più semplice per regolare gli scambi è la moneta così come gli scambi possono avvenire solamente se le strade sono sicure. Il sociologo americano Rodney Stark ha intitolato un libro che descrive questi fatti come Il trionfo della ragione. Il capitalismo del XIII secolo era un capitalismo mercantile, sostenuto da città che raramente superavano 100.000 abitanti. Il capitalismo del secolo XVI era praticato da Stati che avevano anche 20 milioni di abitanti. Bisogna discutere se l’unificazione degli italiani fosse possibile in quel secolo e se la prosperità delle cento città d’Italia non dipendesse dalla relativa maggiore libertà delle popolazioni italiane rispetto al resto d’Europa.

Il tramonto italiano iniziato nel secolo XVI si deve alla mancata unificazione del paese, al fatto che le navi costruite ad Amsterdam costavano un terzo di meno di quelle impostate nell’arsenale di Venezia a partire dall’ultimo quarto del secolo. Perciò i mercanti Veneziani abbandonarono industria e commercio nel Mediterraneo, trasferendo i loro capitali in terraferma: acquistavano un centinaio di ettari, facevano costruire una villa dal Palladio, abitata dalla Asensa fino alla fine di settembre, per tornare a Venezia per la stagione invernale. I Medici in Toscana divennero i maggiori proprietari terrieri e fondarono a Livorno un porto franco per le navi inglesi e olandesi che assunsero la conduzione del commercio nel Mediterraneo.

 

Marco Vitale

Quali rapporti si possono trovare tra il Rinascimento e lo sviluppo economico?

 

C’è chi continua a credere che lo sviluppo economico inizi solo con l’industrializzazione e con il capitalismo dei paesi nordici e protestanti. E allora Firenze, Siena, Venezia, Genova, i grandi commerci, i grandi imprenditori come il pratese Francesco Datini che, fattosi dal nulla, lasciò ad un istituto di beneficenza un’eredità di 600.000 fiorini d’oro pari a Kg. 247 di oro fino a 18 carati e gli esemplari istituti di assistenza sociale come lo Spedale degli Innocenti di Firenze progettato dal Brunelleschi e finanziato sempre dal Datini, tutto questo e tanto altro da dove viene, cosa rappresenta? Naturalmente gli storici veri la pensano in modo diverso, come Braudel, che di Genova scrisse: “se mai esiste una città diabolicamente capitalista prima dell’età capitalista europea e mondiale è proprio Genova, opulenta e sordida nello stesso tempo” e ricorda che le galere genovesi istituirono un servizio regolare di linea tra Genova e Bruges nel 1295 e ci parla dei grandi scambi tra Genova e Istanbul, la New York del XVI secolo, con 700.000 abitanti (contro i 300.000 di Parigi, i 200.000 di Napoli, i 100.000 di Londra).

Dobbiamo rifondare molte cose. E nel fare ciò dobbiamo ritrovare, anche nella nostra  storia, le radici vere dell’impresa del terzo millennio. Dobbiamo liberarci dai pestilenziali modelli del capitalismo finanziario e selvaggio di matrice anglosassone, culturalmente e moralmente devastanti, che abbiamo rifilato a molte generazioni per quasi cinquant’anni. E riprendere, invece, i modelli dell’impresa toscana, lombarda, genovese, veneziana, quando l’imprenditore italiano era ai vertici mondiali ed insieme creava modelli di città, di benessere serio, di convivenza civile. Andiamo a Siena a riflettere come i grandi lanaioli e mercanti senesi abbiano, al contempo, creato grande ricchezza ed una grande cattedrale, un grande palazzo del popolo, una grande banca, che proprio nei giorni nostri hanno tentato di distruggere, un grande ospedale, Santa Maria della Scala, organizzazione esemplare per tutta Europa. Siena è la testimonianza viva che non esiste conflitto tra buona economia imprenditoriale e umanesimo civile, in uno sforzo continuo per tenere insieme economia, finanza, buon governo, arti, spiritualità, istituzioni sociali. Andiamo a riflettere sugli affreschi di natura civile sul Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo del Popolo e sugli affreschi di assistenza sociale del grande ospedale (grande impresa) di Santa Maria della Scala. Il progetto “Welfare” non nasce nell’ ‘800 o nel ‘900 ma nasce lì, quando istituzioni produttive (imprese), opere di assistenza sociale, cultura, amministrazioni pubbliche, si saldano in un patto di buongoverno che dona frutti meravigliosi, dei quali ancora oggi beneficiamo. La responsabilità prima degli imprenditori è, oggi, quella di collaborare all’uscita da una concezione economica fine a sé stessa, che si è cacciata in un vicolo cieco senza speranza, per ricostruire un nuovo modello di sviluppo economico, sociale culturale, riaprendo e aggiornando tanti esempi, stimoli, insegnamenti dei quali la nostra storia è così ricca, ricollegandosi anche al Rinascimento.

(estratto dall’intervento alla presentazione del libro il 25 marzo 2019)

 

Andrea Sparvoli

Filippo Brunelleschi, il genio dell’architettura come parla all’uomo d’oggi contemplando le sue opere, in particolare quella cupola del Duomo di Firenze che sembra sfidare le leggi della fisica?

 

Il genio, che per molti versi dette avvio al Rinascimento, offre alcuni insegnamenti validi anche oggi:

 

Studio sul campo

Non bastano le nozioni astratte, bisogna misurarsi con la realtà, studiare empiricamente come sono fatte e come dunzionano le cose. Conoscere ciò che esiste, capire come nel passato sono stati affrontati i problemi, apprendere dall’esperienza pratica dei fenomeni.

 

Coraggio

Per trovare il nuovo bisogna uscire dagli schemi incartapecoriti, dai pensieri fossili tradizionali, dalle convenzioni, dai condizionamenti ambientali. Bisogna avere il coraggio di guardare oltre, di andare oltre. Il coraggio di seguire le proprie intuizioni, le proprie passioni, il coraggio di avere fiducia in se stessi, nelle proprie idee, nel proprio sapere.

 

Imprenditori di se stessi

Il vero imprenditore investe tutte le sue energie e tutte le sue risorse nel proprio lavoro, nello sviluppo della sua impresa, nel raggiungimento degli obiettivi. Egli cura ogni dettaglio, ogni risvolto, nulla frl contesto in cui svolge la sua attività gli è sconosciuto.

 

Mai arrendersi di fronte alle difficoltà

Le difficoltà possono sorgere sempre e comunque. Ci sono un’infinità di fattori che non possiamo controllare. Proprio per questo non bisogna mai darsi per vinti. Le difficoltà possono essere sormontate, non bisogna mai disperare. Oggi è andata male, domani andrà meglio.

 

Problem solving

Si presenta un ostacolo non previsto? Studiamo la situazione, troviamo la soluzione. L’innovazione richiede improvvisazione e la risoluzione di problemi non previsti. Probabilmente bisognerà occuparsi di cose su cui non avevamo mai previsto di doverci applicare.

 

La bellezza

La bellezza non è un ‘di più’, è l’essenza stessa della soluzione, della semplicità innovativa, del progetto di lavoro e di vita. La bellezza ispira e comprende. La bellezza stimola l’immaginazione, conduce il pensiero, guida la scoperta di nuovi orizzonti. Un progetto non raggiunge il suo scopo se non è bello.

 

Valentina Sessa

 

Quali insegnamenti possiamo trarre oggi dall’esempio dei grandi uomini del Rinascimento, soprattutto in una logica economico-sociale?

 

La vita e l’esperienza di tre grandissimi artisti come Leonardo, Raffaello e Michelangelo insegna che “geni” non si nasce ma - caso mai - “si diventa”: non basta possedere un talento, ma occorre un accurato lavoro di formazione personale e professionale. Quelli che noi non esitiamo a definire “geni”, infatti, hanno in comune il fatto di aver mosso i primi passi in una scuola che ha consentito loro di assimilare una straordinaria tradizione. La formazione ha dunque un ruolo determinante nel consentire l’affiorare di un talento.

Per sviluppare quest’ultimo è poi  fondamentale un secondo elemento, vale a dire un intenso, rigoroso e continuo lavoro di perfezionamento delle proprie conoscenze e capacità, congiunto al coraggio di innovare rispetto alla tradizione, senza fermarsi ai propri traguardi nè sentirsi mai “arrivati”.

È in questo lavoro, infatti, che si verificano sia i propri limiti, sia le proprie potenzialità: i risultati personali nascono dal confronto con la tradizione appresa presso i rispettivi maestri, fatta oggetto di un incessante lavoro di studio, ricerca e sperimentazione, accettando che lungo il percorso possano esserci insuccessi (celebri le sperimentazioni fallite di Leonardo) e frustrazioni (basti ricordare il senso di inadeguatezza e insoddisfazione di Michelangelo).

Il talento può maturare, anche in circostanze non sempre tranquille e favorevoli – come quelle che hanno talvolta dovuto affrontare i grandi artisti rinascimentali - se permane la determinazione a proseguire il cammino che si è iniziato.

Si tratta di un lavoro che richiede la curiosità intelligente e acuta di Leonardo, sempre alla ricerca delle ragioni delle cose, con un approccio globale e in grado di valorizzare aspetti diversi in un vero e proprio sistems thinking; la grande vision di Michelangelo, capace di andare oltre il dato immediato e materiale, senza comunque perdere di vista il rapporto con la realtà, nei suoi aspetti di grandezza e – al contempo – di limite; la sintesi di Raffaello, con la sua abilità ad armonizzare aspetti diversi e complementari in un risultato raffinato, equilibrato e innovativo.

 

 Giacomo Manara

 Quali insegnamenti possiamo trarre oggi dall’esempio dei grandi uomini del Rinascimento,     

 soprattutto in una logica economico-sociale?

 

Il primo insegnamento è che oggi viviamo in un’epoca speciale dove è veramente possibile

imparare e migliorarsi, grazie alle straordinarie evoluzioni della cultura, della scienza, della tecnologia digitale e dei sistemi di comunicazione, che hanno veramente reso il mondo un interessante villaggio perennemente interconnesso. Per questo, come nel Rinascimento, oggi è raggiungibile e realizzabile la bellezza di investire sulla crescita del talento e della conoscenza delle imprese, delle istituzioni e delle persone, chiave principale per il successo in questa epoca storica, sulla scorta di quanto abbiamo imparato soprattutto ma non solo nel Rinascimento. Le persone sono progettate per essere nobili, preparate, per continuare a migliorarsi raggiungendo progressivamente traguardi sempre più significativi ognuno nel rispettivo campo di lavoro e di studio: bisogna impegnarsi e investire per consentire alla persona di arrivare al livello che merita, non accettare di “lasciarsi vivere” nell’inerzia e nella passività, singolare paradosso messo in atto da molti, andando cioè alla continua ricerca di una zona di conforto che difenda dalle circostanze.

La formazione diventa fondamentale nella costruzione di un nuovo Rinascimento: la formazione è il percorso della vita, e il cammino personale e umano è l’affascinante avventura della conoscenza, dove tutto quello che accade è occasione di crescita, dall’episodio più banale allo spazio specificamente dedicato. Così nasce anche l’innovazione: abbattendo le barriere interpersonali e organizzative al dialogo e promuovendo una predisposizione culturale allo scambio si creano nuovi contenuti. Si innova la formazione, anche attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione di persone in grado di fare da maestri di mestiere, da guide nelle comunità di apprendimento, da punti di riferimento nello sviluppo del sapere nuovo all’interno delle diverse aree di attività dell’impresa, come accadeva nelle botteghe rinascimentali. Ripartire dall’esempio del passato, combinandolo con la ricchezza del presente, per costruire un futuro di nuovo Rinascimento.

 

Raffaella Pederneschi

Quali lezioni ci può offrire il Rinascimento nella logica della creatività, sia per le persone, sia per le istituzioni e le organizzazioni?

 

 “Siamo i figli dei figli dei figli di Michelangelo e di Leonardo…”                                                                 

(-Good morning Babilonia! – film dei F.lli Taviani).

La lezione dell’ Humus propedeutico alla generazione del nuovo.

Firenze, Florentia da florere, fiorire…. un nome augurale un luogo dove possa fiorire ed esprimersi la creatività individuale e di gruppo sociale: per il management di oggi la sfida è creare “condizioni di fioritura” della creatività all’interno dell’organizzazione. Creatività è legata all’individuo, comporta una conversione a sé del soggetto, alla sua unicità sulla scena del mondo e dell’impresa.                                                              

Creatività è un’impronta digitale interiore unica, il buon demone che ci abita (gr. Eudaimonia, la realizzazione del buon demone di ciascuno). Urge favorire la realizzazione del buon demone delle persone: le cose che funzionano vengono da lì. Ci vuole coraggio …un coraggio in cerca d’autore…

La lezione del coraggio.

Per favorire la sperimentazione del nuovo che procede per prova ed errore, anziché instillare la paura di sbagliare che “rallenta” le persone e l’azienda, “istigando” le persone alla creatività. Così come si è proceduto per secoli alla formazione del pensiero lineare, logico, razionale, ma anche alla formazione all’ovvio, al convenzionale, oggi si può agire attraverso metodi che sviluppino la creatività consapevolmente, attraverso nuovi processi che la promuovano.

Ci vuole coraggio per procedere con un’innovazione culturale non solo tecnologica

 

La lezione della Bellezza.

Il coraggio della bellezza invece della paura della bellezza, a fronte di sfide innovative, coraggio che consente di compiere il salto da “compito” a “opera d’arte”, sostituendo l’approccio: “adesso bisogna fare…”, con l’approccio: “che cosa sarebbe bello pensare  e fare, a fronte di questa sfida….’”. La bellezza muove il desiderio e genera una spinta ex-statica in cui le persone coinvolte sono chiamate a mettere in campo le parti creative e autentiche di sé, divenendo autori dell’innovazione. Senza soggetti creativi non c’è innovazione. Ma la bellezza fa paura perché ci chiama ad un livello più elevato rispetto al nostro vivere medio, infatti, ha preso piede il modello

anglosassone della creatività intesa come pensiero divergente e laterale che ha trascurato l’aspetto fondamentale della bellezza e della sua valenza euristica nel processo creativo che è: divergente ed estetico….(Ferrari. “ un motore per funzionare bene deve essere anche bello”).

 

La lezione dell’ “Opera d’arte Collettiva”.

Generare processi ispirati al modello della Bottega Rinascimentale (ed anche pre-rinascimentale), come modalità per proporre e affrontare le sfide innovative, in cui la creatività di ciascuno si intrecci con la creatività di tutti per generare infine opere d’arte collettive.

 

CONCLUSIONI

 

Marzio Bonferroni

In questa prospettiva quali insegnamenti possiamo trarre oggi dall'esempio dei grandi uomini del Rinascimento, soprattutto in una logica economico-sociale ?

 

Un insegnamento basilare è che in una visione filosofica umanistica e rinascimentale,   il concetto di “essere umano”, é alle fondamenta della creatività e delle idee dei Grandi Artisti, con opere che nella, loro eterna comunicativa, esprimono messaggi ottenendo in chi li contempla, una profonda soddisfazione emotiva ma  anche razionale, morale ed etica.

Dal loro esempio si comprende bene come sia obsoleto e dannoso il  modello “consumatore” nel territorio di un nuovo umanesimo rinascimentale. Il problema dell’uomo e del suo destino ridiventa centrale, rompendo le barriere dell’egoismo e delle vecchie abitudini.

 

In sintesi, ecco alcuni concetti e idee che possiamo trarre oggi per l’economia e la società.

 

Importanza fondamentale dell’ “ascolto”

delle necessità emotive-razionali-etiche dei vari pubblici di interesse, preliminare ad ogni proposta di soluzione.

 

Crescita delle relazioni positive umane

oltre che professionali, con i collaboratori e con i clienti.

 

 

Crescita della fiducia reciproca

tra persone, tra imprese e persone e tra professionisti.

 

Crescita della fedeltà

anche ripetuta dimostrabile e misurabile nell’acquisto dei beni economici e delle idee che vengono proposte, con la “moneta” dell’opinione, che se positiva, porta al desiderio di acquisto e all’acquisto ripetuto nel tempo.

 

Crescita della consapevolezza

della propria missione e di essere utili nel lavoro ma anche alla parte di società con cui entriamo in contatto, incrementando il tasso di responsabilità personale e d’impresa, che

così può considerarsi consapevole e responsabile.                                                                     

( vedi Federico Faggin – in youtube - consapevolezza).

 

Importanza fondamentale del contributo multidisciplinare

alle strategie d’impresa.

 

Crescita del profitto, ottenuto come conseguenza e come “premio”

per lo spirito e la pratica di servizio e di rispetto e amore, per le persone con cui un’impresa o anche una singola persona entra in contatto, per “ascoltare” a fondo e risolvere le necessità integrali che compongono la soddisfazione umana integrale, che chiamiamo human satisfaction, per evolvere la customer satisfaction e il modello obsoleto e riduttivo di “consumatore”.

 

  

LEONARDO

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci

http://www.leonardonline.it/vita-leonardo.html

http://www.treccani.it/enciclopedia/leonardo-da-vinci_(Dizionario-Biografico)/

http://www.museoscienza.org/leonardo/collezione.asp

https://www.frammentiarte.it/2016/0-pittura-di-leonardo/

http://www.storiadellarte.com/biografie/leonardo/vitaleonardo.htm

https://www.youtube.com/watch?v=DulXWXAOkEU

https://www.youtube.com/watch?v=FXQu7F7dmFw

 

 

MICHELANGELO

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Buonarroti

http://www.treccani.it/enciclopedia/michelangelo-buonarroti_(Dizionario-Biografico)/

http://www.capresemichelangelo.net/michelangelo/

http://www.treccani.it/enciclopedia/michelangelo-buonarroti/

http://www.casabuonarroti.it/

https://www.frammentiarte.it/2016/0-opere-di-michelangelo/

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/cappella-sistina.html

https://www.youtube.com/watch?v=uDiAR918cWA&t=1136s

 

  

RAFFAELLO

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Raffaello_Sanzio

http://www.treccani.it/enciclopedia/raffaello-santi_%28Dizionario-Biografico%29/

http://www.storiadellarte.com/biografie/raffaello/raffaello.htm

https://www.frammentiarte.it/2016/0-pittura-di-raffaello-1/

https://www.arteworld.it/quadri-famosi-raffaello/

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/stanze-di-raffaello.html

http://www.villafarnesina.it/?page_id=95

https://www.youtube.com/watch?v=r-mlxbd52Ig&t=7s

https://www.youtube.com/watch?v=-fa_uXEipSQ

 

 

 

BRUNELLESCHI

  

https://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Brunelleschi

http://www.treccani.it/enciclopedia/filippo-brunelleschi_(Dizionario-Biografico)/

http://www.storiadellarte.com/biografie/brunelleschi/brunelleschi.htm

http://www.nationalgeographic.it/speciali/2014/02/05/news/dettagli_nascosti-1998411/

https://www.studioquadrato.it/blog/2017/02/24/16/Filippo-Brunelleschi--l%E2%80%99architetto-che-dette-forma-e-vita-all%E2%80%99illusione/

https://operaduomo.firenze.it/blog/posts/brunelleschi-e-la-genesi-di-un-capolavoro

https://www.youtube.com/watch?v=xfiKFhz0g1c&t=23s

https://www.youtube.com/watch?v=QYtZZI-otdY 

in inglese:

https://www.youtube.com/watch?v=_kCZeN6d1cA

 

Autori

 

Marzio Bonferroni

Nato a Firenze, si è laureato in Economia con una tesi sulle innovative interrelazioni fra psicologia ed economia. Dopo aver lavorato alla Rai dal 1967 al 1972, ha maturato molteplici esperienze nel campo della comunicazione e del marketing. Nel 1972 è fondatore della Publipunto comunicazione; nel 1986 fonda ed è presidente a Milano di Marketing Communication Mix e, nel 2005, della UniOne, associazione multidisciplinare.

Il suo metodo basato sulla human satisfaction e sulla multicreatività è descritto nel Dizionario dell’economia digitale (edizioni il Sole 24 Ore). La multicreatività è pubblicata come metodo mutidisciplinare e nuovo lemma nella Treccani.it

Dal 2000 al 2005 è responsabile sviluppo DDB Communication Italia del gruppo internazionale Omnicom. Nel 2006 ha generato il corso di Comunicazione alla facoltà di Economia di Firenze. Nel 2007 è stato incaricato per un corso su Comunicazione e multicreatività presso l’Università IULM di Milano.

Dal 2003 al 2008 ha tenuto una rubrica periodica sulla human satisfaction per il mensile Mark Up, edizioni Il Sole 24 Ore, che continua nel 2013 e nel 2014 con Tecniche Nuove.

Ha scritto e scrive articoli e saggi per varie testate sulla comunicazione d’impresa.

Il 15 maggio 2015, all’interno del Philip Kotler Marketing Forum all’Università Bicocca, ha presentato la Carta dei Valori del marketing umanistico, approvata da Kotler, basata sulla visione e metodo human satisfaction.

Dal 2016 si dedica  a  progetti  multidisciplinari in imprese anche molto note, per formazione e sviluppo dei brand, con l’obiettivo, attraverso il metodo human satisfaction, di promuovere l’evoluzione dal modello «consumatore» a una concezione degli stakeholder interni ed esterni considerati come esseri umani-persone, le cui necessità integrali sono identificabili e misurabili nelle tre aree della psiche: emotività, razionalità, etica, con analisi dei possibili gap da colmare per la massima soddisfazione. Ulteriori informazioni biografiche e bibliografiche sono presenti alla voce «Marzio Bonferroni», in Wikipedia, e nel blog

www.marziobonferroni.it.

 

Giacomo Manara

È docente di Change management, Competenze manageriali e Gestione delle risorse umane all’Università Cattolica di Milano e in alcuni Master, tra i quali il Master in competenze filosofiche per le decisioni economiche, della stessa Università, e il Master in HR Transformation di IPSOA Wolters Kluwer, del quale è ideatore, docente e coordinatore didattico. È consulente specia- lizzato per le persone, le imprese e le organizzazioni negli stessi ambiti disciplinari; in particolare, opera come promotore di tra- sformazione manageriale, organizzativa e personale, attraverso una specifica focalizzazione sulle dinamiche dell’apprendimen- to, della formazione e dello sviluppo, anche alla luce della rivoluzione digitale e tecnologica in atto da tempo nelle imprese e nella società.

Dopo la laurea in Lettere e Filosofia alla Cattolica e il Master in Economia e Gestione d’Azienda alla Bocconi, ha lavorato, dall’inizio degli anni Ottanta, in imprese multinazionali nell’ambito della funzione Risorse Umane, acquisendone in tempi brevi la direzione e mantenendola fino a metà degli anni Duemila; in questo percorso, compiuto tra gli altri in gruppi come Pirelli, Montedison, Bayer e H3G, ha costantemente operato come trasformatore della cultura e dei processi, con una instancabile attenzione al fattore umano nella sua completezza e ricchezza.

Successivamente ha iniziato l’attività di docente universitario e consulente, che svolge ormai da alcuni anni, con uno sguardo attento alle continue evoluzioni dei processi organizzativi, delle logiche e degli approcci alla formazione e allo sviluppo e alla conseguente progressiva trasformazione del ruolo e delle funzioni manageriali nelle imprese e nelle organizzazioni.

È autore di diverse pubblicazioni e di interventi pubblici su queste tematiche, e i suoi contributi sono ospitati in libri, perio- dici e quotidiani; suoi contributi sono ospitati tra gli altri in M. Bonferroni, La nuova comunicazione di marketing, Tecniche Nuove, e in A. Donadio, HRevolution, Franco Angeli.

 

Raffaella Pederneschi

È consulente di processi creativi di innovazione. La passione per la creatività e la formazione umanistica e artistica l’han- no spinta a sfidare le convenzioni e a portare, tra i primi in Italia, circa trent’anni fa, la pratica della creatività nelle aziende, applicandola all’innovazione. Studiando a fondo il processo creativo spontaneo e cogliendo il ruolo fondamentale che vi ricopre la dimensione estetica, ha messo a punto il metodo di ricerca creativa di innovazione concepito come «opera d’arte collettiva», in cui si riflette l’unicità dei soggetti creativi della ricerca e perciò l’unicità delle risposte generate. Applica il metodo alla formazione, per sviluppare l’intelligenza-competenza creativa a tutti i livelli dell’organizzazione e alla gestione di sfide innovative di importanza strategica di processo, pro- dotto, servizio, modello di business.

Ha generato successi per società leader quali, ad esempio, Artsana, Banca CRT, Banco Ambrosiano Veneto, Beiersdorf, CFMT, CNR, Credem, Deutsche Bank, Federazione Casse  Rurali di Trento, Ferrari, Finiper, Hewlett Packard, Ikea, Istituto CIRM Market Research, Lactalis, Marsh, Master Ingegneria Politecnico di Milano, Novartis, Rai, Sanofi, Sara Lee, Scuola di Alta Pedagogia di Locarno, Scuola Superiore «G. Reiss Romo- li», Sas, Siemens, Sisal, Supsi University, Teddy, The European House Ambrosetti, The Walt Disney Company Italia, Tenaris, Trento School of Management, Unilever, Unione, Università di Padova, Vandenbergh, Vita Società Editoriale.

Ha collaborato  per diversi anni come  docente  di Creatività e Innovazione con il Master Ingegneria Politecnico di Mila- no e con SUPSI University, Lugano. Ha condotto workshop in SSaS, Scuola Superiore di Studi Avanzati-Università La Sapienza, Roma.

Ha curato l’edizione italiana de L’oro grigio. Guida alla creatività nell’impresadi Bernard Demory (Guerini e Associati, 1993). Ha collaborato alla redazione di testi sulle sue tematiche con ISU, Università Cattolica, 2003 e con la rivista Sviluppo & Organizzazione (231, gennaio/febbraio 2009).

 

Valentina Maria Sessa

Nata a Milano nel 1975, nel 1998 si è laureata in Giurispruden- za presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e, nello stesso anno, ha conseguito il diploma della Scuola Superiore degli Artefici di Brera al termine del corso quadriennale dell’Accademia di Belle Arti di Milano. Successivamente si è specializzata presso l’Università LUMSA di Roma in studi storico-artistici e di tutela e valorizzazione del patrimonio cultura- le e ambientale. Dal 2002 è iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano, ove esercita la libera professione, dedicandosi in particolare ai profili giuridici del settore dei beni culturali e dell’arte e svolgendo attività di consulenza e assistenza per numerosi enti, sia pubblici sia privati, nazionali e internazionali.

Nel 2018 ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a professore universitario ordinario in Diritto amministrati- vo. Attualmente è docente di Diritto urbanistico presso il Politecnico di Milano e titolare del corso di Globalizzazione del diritto dei beni culturali presso la IULM, Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, nonché del corso di Dirit- to amministrativo presso la Scuola di Specializzazione in beni storico-artistici dell’Università degli Studi di Macerata. In precedenza è stata docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi dell’Insubria, l’Università degli Studi ECampus e il Politecnico di Milano, in materia di Diritto amministrativo, Legislazione dei beni culturali, Diritto dell’ambiente, Diritto degli appalti, Diritto regionale e degli enti locali. Iscritta all’elenco pubblicisti dell’Albo dei Giornalisti della Lombardia dal 2004, è coordinatrice di redazione della rivista www.giustamm.it, sezione Osservatorio degli appalti pubblici. È autrice di oltre cinquanta pubblicazioni, di cui quattro monografie: La disciplina dei beni culturali di interesse religioso, Electa, 2005; Gli enti privati di interesse generale, Giuffrè, 2007; Intervento in causa e trasformazioni del processo amministrativo, Edizioni Scientifiche, 2012; Le nullità del provvedimento ammini- strativo, Edizioni Scientifiche, 2018. In materia di beni culturali ha pubblicato per il Mulino, Giuffrè, Cedam.

 

Andrea Sparvoli

Dopo studi in giurisprudenza e lunghi soggiorni a Londra e Parigi, inizia l’attività nell’editoria come traduttore per il Reader’s Digest e intensifica l’attività giornalistica di free lance con riviste e giornali in diversi settori. Nel 1979 fonda, con Giuseppe Dilettoso, il mensile Bargiornaledi cui è direttore. È il primo esempio in Europa di free press con formato tabloid a colori che raggiunge la tiratura di oltre 300mila copie certificate, diventando così uno dei più importanti fenomeni editoriali dell’epoca. Nel 1990 la società viene ceduta alla multinazionale francese Havas. Sparvoli resta direttore fino 1994 quando, sempre con Giuseppe Dilettoso, fonda Editoriale Quasar e il mensile Mark Up, specializzato in economia, marketing e canali distributivi, di cui è direttore. In breve la rivista diventa un punto di riferimento essenziale nella business community italiana e internazionale, tanto da diventare una delle quattro fonti ufficiali italiane di Reuters.

Nel 2000 la società editrice viene acquisita per il 51 per cento da Seat Pagine Gialle.

Successivamente, con l’acquisizione di Seat Pagine Gialle da parte di Telecom, vengono cedute le restanti quote e la rivista entra a far parte di Telecom Italia Media, sempre sotto la direzione di Sparvoli. Nel gennaio 2007 viene acquistata dal gruppo Il Sole 24 Ore ed entra nella divisione Business Media. Sparvoli lascia la direzione alla fine dell’anno e inizia l’attività di consulenza strategica per la comunicazione d’impresa.

 

Alberto Torresani

La famiglia di origine trentina ha favorito la sua conoscenza del mondo di lingua tedesca con soggiorni a Zurigo, Vienna, Colonia che gli hanno impedito di assumere atteggiamenti nazionalisti. Ha avuto la fortuna, rara, di avere un grande maestro di storia antica, Santo Mazzarino. Per molti anni è stato insegnante di storia e filosofia nei licei. Ha redatto un corso completo di storia per la scuola superiore, senza troppa fortuna, a causa della dittatura culturale molto diffusa nella società italiana di quegli anni. Ora quella dittatura si è dissolta, ma lasciando un gran vuoto, subito riempito da infiniti messaggini elettronici, privi di radici profonde nella tradizione culturale italiana. Mentre la storiografia anglosassone rivela gli arcana imperii pochi anni dopo i fatti, da noi si ripetono ancora, senza arrossire, le favole del Risorgimento italiano con quattro personaggi, un poco rissosi tra loro, ma concordi quando si tratta di fare l’Italia. Più di recente si è occupato di storia della Chiesa, in quanto docente incaricato per quella disciplina presso la Scuola Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare, un istituto dell’Università Pontificia della Santa Croce di Roma. La Chiesa cattolica  l’unica istituzione che vanta due millenni di durata: spesso è stata data per finita, ma esistono buone probabilità che la previsione risulti errata.

 

Marco Vitale

Economista d’impresa, ha svolto intensa attività professionale e didattica presso le Università di Pavia, Bocconi, Libera Università Carlo Cattaneo e scuola di management ISTAO. Già socio Arthur Andersen, è presidente della Vitale-Zane & Co. srl, già Vitale Novello & Co. srl (società di consulenza di alta direzio- ne), nell’ambito della quale è consulente e amministratore di importanti società. È allievo del Collegio Ghislieri di Pavia.

È stato vicepresidente e membro del comitato  esecutivo della Banca Popolare di Milano. Ha rivestito anche numerosi     e importanti incarichi pubblici, tra i quali quelli di assessore all’economia del Comune di Milano, commissario dell’Ospedale Policlinico di Milano, presidente delle Ferrovie Nord. È consigliere FAI e della Fondazione Adriano Olivetti e membro del comitato scientifico dell’ISVI (Istituto per i Valori d’Impre- sa). Da marzo 2010 a luglio 2013 è presidente del Fondo Italiano d’Investimento nelle Piccole e Medie Imprese, costituito da Tesoro, Confindustria, ABI, Cassa Depositi e Prestiti e le tre maggiori banche italiane.

È collaboratore di importanti giornali e ha pubblicato numerosi libri.

Il suo sito è www.marcovitale.it.

WEEKEND A FIRENZE CON I GRANDI DEL RINASCIMENTO

Per un approfondimento "creativo" e unico di quanto esposto nel libro a proposito dei valori rinascimentali concretamente utili oggi per imprenditori, manager e non solo, viene indicata nella proposta (schema di base orientativo, da "tagliare" su misura) la possibilità di realizzare weekend a Firenze, sia culturali che ...enogastronomici, per conoscere da vicino LEONARDO, RAFFAELLO, MICHELANGELO E BUONARROTI, attraverso le loro opere, guidati da docenti e persone specializzate. 

La proposta è particolarmente indicata per imprese, Associazioni ed Enti che desiderino gratificare propri manager, clienti, collaboratori, offrendo loro una straordinaria occasione culturale utile per le professioni e per la vita.

E' comunque utilizzabile secondo particolari obiettivi.

Sulla base di un colloquio con ENIC, storica Agenzia di Firenze,  verrà realizzato il preventivo e il programma "su misura". Noterete che un pullman normalmente per non più di 20-30 persone verrà a prendere il gruppo a Milano o dove necessario, per poi al termine riaccompagnare.

Per una prima informazione  e per il colloquio con ENIC, telefonare a Marzio Bonferroni al 349-3352772 o scrivere a

marzio.bonferroni@gmail.com

 

 

RinascimentoOGGI

 

weekend a Firenze

 

 

 

Progetto UniOne – Human Satisfaction & Multicreatività

 

in collaborazione con ENIC

 

 

 

Si parla tanto di nuovi valori di cui si sente la necessità per la vita e per il futuro delle persone e del lavoro, in ogni sua possibile espressione. Calarsi anche solo per due o tre giorni nella patria del Rinascimento e dei suoi grandi personaggi, guidati da chi potrà farci gustare le loro opere e preziosi insegnamenti, permetterà di assimilare una nuova energia, nuove idee e nuovi concetti, per affrontare le sfide quotidiane con la certezza che ogni nostro antico e nuovo progetto potrà essere realizzato, se sarà mosso nel profondo dall’amore e dal desiderio di contribuire a migliorare la qualità della vita, come era nell’animo dei Grandi che incontreremo, dai quali “ascolteremo” quanto OGGI può esserci utile.

 

 

 

 

 

Giovedì –

 

 

Ore 14:00 - incontro dei signori partecipanti a Milano (zona Parco Sempione/Foro Bonaparte) e partenza con pullman privato per  Firenze. 

 

Eventuale altro luogo o città da concordare.

 

 

 

Ore 18:00 circa - arrivo a Firenze e visita privata della Sacred Art School, esempio emblematico della Bottega Rinascimentale del terzo millennio. Il Direttore Giorgio Fozzati ed il suo staff vi illustreranno le attività dell’unica scuola dedicata all’arte sacra in Italia, dove si formano, grazie alla cooperazione con le storiche botteghe artigiane e con l’Opera del Duomo, i giovani artisti che continuano le tradizioni italiane alla ricerca della bellezza e della verità nell’arte.

 

 

 

Al termine della visita, cena di benvenuto al ristorante Le Pavoniere (o similare).

 

 

 

Ore 22:00 circa -  trasferimento in hotel e pernottamento.

 

 

 

Venerdì –

 

 

 

Mattino – BRUNELLESCHI

 

 

 Ore 09:30 - appuntamento con lo storico dell’arte.

 

Iniziamo la  visita guidata con due esempi universalmente noti di architettura Rinascimentale: Piazza Santissima Annunziata con lo Spedale degli Innocenti e la Cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, entrambi capolavori indiscussi del Brunelleschi. Del Brunelleschi anche la “chiesa di famiglia” dei Medici: la Basilica di San Lorenzo con la Sacrestia Vecchia (finemente decorata da Donatello).

 

Il percorso a piedi della mattina ci darà modo “d’incontrare” un altro grande del Rinascimento, Michelangelo. Il Museo dell’Accademia ospita, oltre che le quattro imponenti statue dei Prigioni (sublime esempio della pratica michelangiolesca del “non finito”) il simbolo di Firenze e del Rinascimento stesso: il David.  

 

Mentre il complesso dell’Opera Medicea Laurenziana comprende altri due grandi progetti di Michelangelo: la Biblioteca Laurenziana (probabilmente il maggior corpus bibliografico antico italiano) e le Cappelle Medicee con la Sacrestia Nuova, disegnata e concepita nel suo arredo scultoreo dal grande artista.

 

 

 

Pranzo all’Osteria Cipolla Rossa (o similare).

 

 

 

Pomeriggio – LEONARDO DA VINCI

 

 

Visita della Galleria degli Uffizi ed i capolavori che hanno cambiato la storia dell’arte: da Filippo Lippi a Piero della Francesca, da Botticelli a Michelangelo. Ammireremo le opere giovanili di Leonardo da Vinci, molte delle quali eseguite quando era ancora nello studio di Andrea del Verrocchio. Queste prime opere di Leonardo mostrano l'emergere di un maestro del Rinascimento, la sua arte fu veramente innovativa: prendeva dalle scienze per applicare magistralmente alla pittura.

 

 

 

Ore 17:30 - termine della visita con possibilità di trattenersi all’interno degli Uffizi per approfondimenti individuali.

 

 

 

Cena libera e pernottamento in hotel.

 

 

 

 

 

 

 

Sabato  -

 

                                         

 

Mattino – MICHELANGELO

 

 

Ore 09:30 - appuntamento con lo storico dell’arte.

 

Completiamo il percorso su Michelangelo con il Museo del Bargello e la più grande raccolta di sculture rinascimentali: oltre il David di Donatello e la formella realizzata dal Brunelleschi per il concorso del Battistero ammireremo i quattro capolavori giovanili di Michelangelo, la Madonna col Bambino, Bruto, David-Apollo ed il Bacco, realizzato dal maestro poco più che ventenne.

 

L’itinerario sul Brunelleschi del giorno antecedente prosegue con i lavori più importanti di un architetto a confronto, Leon Battista Alberti: ammireremo la facciata di Palazzo Rucellai e la facciata della Chiesa domenicana di Santa Maria Novella (modulata su cerchio e quadrato come l’Uomo Vitruviano leonardesco), entrambe progettate su commissione della Famiglia Rucellai.

 

 

 

Pranzo alla trattoria Al Trebbio (o similare).

 

 

 

Pomeriggio - RAFFAELLO

 

Trasferimento a piedi a Palazzo Pitti per la visita della Galleria Palatina: la fastosa Quadreria istituita tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento dai Lorena; circa 500 opere scelte tra i capolavori delle principali collezioni medicee, tra le quali, la maggior concentrazione di opere al mondo di Raffaello.

 

Concluderà il nostro itinerario l’ultimo capolavoro del Brunelleschi, la Chiesa di Santo Spirito con, custodito nella Sacrestia,  il Crocifisso ligneo di Michelangelo.

 

 

 

Ore 17:30 - Resto del pomeriggio libero, cena libera, pernottamento in hotel.

 

 

 

Domenica  

 

Intera giornata a disposizione per visite individuali.

 

Pranzo libero.

 

 

 

Ore 15:00 -  partenza dall’hotel Cellai o similare con bus privato per Milano,

 

arrivo previsto intorno alle ore 19:00.

 

 

 

 

 

 

 

ESEMPIO DI HOTEL SELEZIONATO:

 

 

 

Hotel Cellai,  **** Charming Boutique Hotel (o similare)

 

Via Ventisette Aprile, 52r – Firenze

 

http://www.hotelcellai.it/

 

 

 

 

 

QUOTA OMNICOMPRENSIVA DI PARTECIPAZIONE PER PERSONA DA DEFINIRE IN BASE ALLE PRENOTAZIONI RICEVUTE  

 

(minimo 15, massimo 20)

 

da concordare "su misura"

 

 

 

in camera doppia                                                da concordare

 

in camera doppia ad uso singolo                           da concordare

 

 

 

 

 

LE QUOTE COMPRENDONO:

 

·      trasferimento A/R da Milano a Firenze con bus privato 25 posti (tickets di accesso alle città di Firenze e Milano inclusi)

 

·      sistemazione in hotel 4 stelle come indicato nel programma di viaggio (o similare) con trattamento di pernottamento (camera standard, 3 notti)  e piccola colazione  

 

·      l’imposta di soggiorno

 

·      la visita della Scuola di Arte Sacra

 

·      lo storico dell’arte: per le visite come da programma

 

·      La Firenze Card – valida 72 ore (accesso prioritario ai principali musei della città) – per maggiori informazioni: http://www.firenzecard.it

 

·      i pasti come da programma (menu 3 portate inclusivo di acqua minerale, vino della casa e caffè)

 

·      tasse e percentuali di servizio, assicurazione R.C.  

 

 

 

LE QUOTE NON COMPRENDONO:

 

·      le mance

 

·      gli extra di ogni genere

 

·      tutto quanto non espressamente menzionato alla voce “le quote comprendono”

 

·      assicurazione medico bagaglio e polizza annullamento viaggio

 

 

 

I CONFINI DEL MONDO SONO AL DI LA' DEI NOSTRI CONFINI

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