HUMAN SATISFACTION NEWS n.3

PILLOLE PER UN DIALOGO SU IMPRESA, MARKETING, FORMAZIONE E COMUNICAZIONE 

 

Human Satisfaction News vuol comunicare concetti e notizie utili, per contribuire a una nuova cultura umanistica basata non più sul vecchio modello "consumatore", ma sulla centralità dell'essere umano con le sue necessità da soddisfare nelle aree dell'emotività, della ragione e dell'etica, per troppo tempo dimenticata.  Chi legge potrà se crede  inviare una sua pillola di 5-10 righe, orientata alla human satisfaction dei suoi amici, clienti e stakeholder, firmandola e inserendo la propria mail, con eventuali sito e link, per i lettori manager, imprenditori e professionisti che sono nel data base in costante crescita.


UNA CHARITY UK CHE PROMUOVE L'UMANESIMO

 ...We want a world where everyone lives cooperatively on the basis of shared human values, respect for human rights, and concern for future generations…

 

letto in: https://humanism.org.uk

 

Una scoperta interessante che dimostra come la ricerca verso un nuovo umanesimo percorra vie parallele. Si consiglia di vedere anche il video.

 

 


ALLE RADICI DELL'UMANESIMO

Una presentazione sul significato e l'origine dell'umanesimo, oggi da riscoprire per contribuire a riportare anche in economia e nel marketing i valori etici la cui carenza ha generato e continua a generare i disastri che sono sotto gli occhi di tutti.


MARCO VITALE: L'HOMO OECONOMICUS E' SOTTO ASSEDIO MA…RESISTE

Per l'economista Marco Vitale, l’homo oeconomicus è decisamente e finalmente sotto assedio, ma non è ancora definitivamente sconfitto. Per arrivare a questo traguardo, sarà necessario che sia cancellato ovunque e soprattutto negli ambienti governativi e delle Banche centrali quel “velleitarismo associato ad arroganza”, del quale parlavano nel loro confiteor alla Regina d’Inghilterra i professori della London School of Economics.

 

Allego un suo testo su questo argomento, pubblicato in - la fine del consumatore e la nascita della human satisfaction - di Marzio Bonferroni (ed. Mind - 2016)

 

 

Download
M.Vitale - .docx
Documento Microsoft Word 27.2 KB

GIUSEPPE MORICI: FARE MARKETING RIMANENDO BRAVE PERSONE

 Mi sono davvero "divertito" nel leggere questo libro di Giuseppe Morici, responsabile Region Europa Barilla. Dimostra come nel lavoro la passione e l'amore, unite a una preparazione profonda, possano creare grandi risultati, anche con il coraggio di innovare non trascurando le radici culturali e dell'impresa in cui si opera.

 

Download
--- Giuseppe Morici - Fare marketing rim
Documento Microsoft Word 792.7 KB

MODI NUOVI PER GENERARE VALORE

http://www.mark-up.it/human-satisfaction-modi-nuovi-per-generare-valore/

 

Questo è un articolo sulla human satisfaction con anche alcuni casi  visibili per mezzo dei link.

 

 


YOOX: RISULTATI SENZA AMORE. PARE SIA POSSIBILE, MA…

http://www.famigliacristiana.it/articolo/yoox-quell-azienda-senza-amore.aspx

 

Un dibattito interessante nella ricerca di un equilibrio tra risultati di mercato e risultati interni all'impresa.

 

 


CRESCE LA SOLITUDINE DELL'IMPRENDITORE

Giovanni Siri

docente, psico-sociologo

 

Si è spesso parlato della solitudine dell’imprenditore, sia per sottolineare la grandezza quasi da “re” di questo ruolo o la unicità dell’energia (creativa e di comando) sia all’opposto per evidenziare la difficoltà di condividere le intuizioni profonde che lo spingono, o la impossibilità di condividere davvero le decisioni fondamentali. Due lati della stessa realtà dell’essere imprenditori, del vivere in una condizione esistenziale di potenza e di rischio. Vorrei in questa pillola indicare come forse oggi questa condizione si esasperi a causa dell’evoluzione socio-culturale. Se fino a ieri la solitudine dell’imprenditore era infatti compensata dalla certezza di una visione del mondo “economica” in cui l’agire dell’imprenditore era legittimato e reso eroico dalla chiarezza delle finalità del profitto e sorretto da una serie di regole di efficienza (l’organizzazione, la catena del comando, la redditività…), oggi questa cornice di sostegno sta perdendo la nettezza dei contorni rendendo meno chiaro e legittimo il senso stesso del “fare impresa”. Non certo perché venga meno la necessità dell’impresa, anzi! Piuttosto di tratta di aprire l’impresa al sociale, l’organizzazione all’umano, lo scopo economico a quello civile.

Questa crescita del significato sociale e culturale dell’impresa impone però, ed ecco il problema, un cambiamento di mentalità, di coordinate prospettiche, dell’imprenditore. Richiede l’abbandono del mito dell’imprenditore-eroe o condottiero e le rassicuranti “scientifiche” certezze dell’economia e dell’organizzazione in cui l’imprenditore è stato allevato. Naturalmente cominciano ad abbondare soloni accademici e critici intellettuali, che criticano la “vecchia” figura dell’imprenditore e sollecitano a nuovi elevati ideali d'impresa. Ma intanto nel fare, nel decidere, nel rischiare, l’imprenditore resta ancora più solo, senza neppure le certezze e gli onori che prima lo sostenevano. Chiamato a un cambiamento di forma mentis formidabile, e formidabilmente importante per noi tutti, per l’intanto egli deve sperimentare una nuova forma di solitudine , quella in cui deve cambiare le proprie certezze la propria visione. 

Da solo, per ora.

 

irissas@tin.it

 

 


BRERA E L'ANTI MARKETING

Andrea Sparvoli

consulente di marketing

 

Con un amico entriamo a Brera, a Milano, per visitare l’orto botanico. Tutta la segnaletica è in un pannello posticcio e confusionario fatto di freccette incomprensibili. Saliamo al primo piano in cerca di informazioni. Nella biglietteria la signorina non sa darci alcuna indicazione. Ci consiglia di rivolgerci alla collega nell’altra sala, la quale ci dice che dobbiamo ridiscendere nel cortile e ‘chiedere a qualcuno’. Ridiscendiamo e, ovviamente, non c’è nessuno a cui chiedere. Ci inoltriamo negli imponenti corridoi immersi in un’oscurità impressionante. C’è infatti solo una fioca illuminazione al sodio di alcuni faretti piazzati a diversi metri da terra e rivolti verso il soffitto. Nei muri glabri che sembrano quelli di una fortezza abbandonata, nessuna indicazione. Arriviamo a un’uscita con un cancello spalancato, e ci troviamo in un cortile chiuso adibito a deposito di materiali di cantiere. Pazientemente torniamo indietro, e finalmente riusciamo a trovare l’uscita verso il famoso orto botanico. Nessun cartello che dia qualche spiegazione su quando, come e perché sia stato costruito. L’intero giardino è in uno stato di notevole incuria e trasandatezza, senza un criterio guida e segni che diano l’indicazione di un percorso. Ritorniamo nei meandri oscuri in cerca dell’altrettanto famoso osservatorio. Troviamo una piccola freccia (sembra una caccia al tesoro) che indica di salire le scale. Facciamo quattro rampe, due piani, e arriviamo a un piccolo corridoio semibuio e deserto. Sulla sinistra, attaccato a una porticina chiusa, c’è un cartello posticcio che indica gli orari e ci comunica che il sabato e domenica l’osservatorio è chiuso.

Mentre ridiscendiamo sconsolati le scale, incontriamo una giovane coppia che sale. Li informiamo della situazione, ma sono talmente increduli che vogliono andare a constatare di persona. Invitiamo tutti coloro che si riempiono la bocca con la parola ‘turismo’, a farsi un giretto istruttivo per i musei italiani, i quali – tutti insieme – fatturano meno del solo Louvre di Parigi. Molti auguri anche al nuovo plenipotenziario (straniero!) nominato per mettere a posto la situazione a Brera, nella città ‘capitale’ del design, della moda, dell’arte, ecc. ecc.

 

andrea.sparvoli@spamas.191.it

 

 


FRANCO CERRI: LA STORIA DI UN GRANDE AMORE PER LA MUSICA E PER LA VITA

http://video.corriere.it/franco-cerri-la-mia-storia-d-amore-la-chitarra/e702e756-6216-11e0-870c-93568f8e57cb

 

Ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare Franco Cerri, che il 29.1.2016 ha festeggiato davanti a un pubblico straboccante e in buona parte rimasto all’esterno del Teatro Dal Verme a Milano i suoi… 90 anni suonati… come era scritto nell’invito.  Grandissimo esempio di serietà e amore, maestro di musica e di vita per i giovani, che lo ricambiano con grande dedizione, riconoscenza e affetto. Più human satisfaction di così...

 

 


PENSIERI DI VALORE


PILLOLA MUSICALE

Libertango di Astor Piazzolla

 

L'amico Pino Presti, arrangiatore e direttore d'orchestra di tutti i successi di Mina, l'ha conosciuto e dice  che per Piazzolla  la musica era veramente un atto d'amore per il pubblico. 

Credo proprio si percepisca. Così la musica è anche metafora per la vita e per il lavoro.